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Come ritrovare il Sole?

Essere come il Sole è conoscere la direzione felice della propria vita.

Dal titolo ci si aspetta forse qualche saggio consiglio su come ritrovare una serenità ma io credo che la chiave per questo sia individuale in base alla profondità di ognuno di noi. Molti credono che siano le storie di ognuno di noi a rendere più o meno difficile “lo stare bene” ma le storie, seppur diverse, hanno un filone che spesso le accomuna tutte nella sostanza. Ciò che le rende diverse è la nostra vita interiore. La vita interiore è una struttura che varia in base alla nostra consapevolezza. Essa è determinata dallo studio, dalla meditazione, dall’osservazione. Ovvero, il modo in cui guardiamo alla vita. La meditazione è ad esempio il nostro modo di guardare un fiume che scorre; quello che sentiamo e quello di cui prendiamo atto è la nostra vita interiore. Possiamo quindi vivere situazioni simili ma quello che effettivamente proviamo, attraversiamo o non riusciamo ad affrontare può essere completamente diverso per ognuno di noi.

Vi è mai capitato di raccontare una vostra storia personale per poi scoprire che qualunque consiglio esterno non sarebbe stato all’altezza della vostra vita interiore?

Se fossimo sinceri riconosceremmo che quello è un bellissimo momento perché significa conoscere sé stessi nel profondo, ovvero, sentire quello che davvero è in noi. Il problema nasce quando quello che è in noi, non trova una quadra con ciò che è al di fuori da noi. La nostra vita interiore è bellissima ma spesso si trova in netto contrasto con la vita esteriore. Questo è dovuto al fatto che la superficie, la materia e tutto ciò che è visibile ai nostri occhi abbia assunto più importanza per tutti noi. L’invisibile per noi non conta e spesso persino neghiamo la sua esistenza. Eppure, quando guardiamo un fiume scorrere davanti a noi, quello che percepiamo è reale.

Quando avevo dieci anni entravo dentro un albero scavato che aveva le sue radici nella campagna in cui vivevo. Lo consideravo un portale per accedere ad altri mondi. Mondi più belli. Il bello è che ero convinta di questo e quando le cose andavano storte per me, entravo all’interno di questo albero e viaggiavo, almeno secondo la mia convinzione. Vivevo in un contesto grigio ma per me c’era sempre il sole perché io avevo il mio albero. Mia madre mi chiamava “Sonnenscheinkind” che in tedesco significava “la figlia dai raggi solari”.

Cosa era quell’albero? Non era mica un portale davvero come nei film di fantascienza. Era la mia vita interiore nella quale trovavo la pace, la bellezza e tutto ciò di cui avevo bisogno. I mondi più belli ai quali mi sembrava di poter accedere era il mio mondo interiore. Quando nasceva quel contrasto con il mondo esteriore io entravo nell’albero, il quale rappresentava la cornice di quell’atto.

Oggi a distanza di anni ricordo questo momento, eppure, ora quando le cose vanno storte reagisco diversamente quando in realtà vorrei sempre accedere a quell’albero.

La difficoltà non è quella di non riuscire a trovare la porta verso sé stessi ma è farlo mentre il mondo esteriore ci chiede la nostra partecipazione. Quando avevo dieci anni, potevo rimanere ore all’interno di quell’albero e il mondo continuava lo stesso a girare. Oggi si è convinti che il mondo senza la nostra parte non giri più. Pensiamo a non andare al lavoro per un giorno senza avvisare nessuno o dicendo semplicemente “oggi sto con il mio albero”, a non rispondere al telefono senza dare spiegazioni, a non prendersi cura della propria famiglia per un giorno, ad esprimere la nostra assenza nel mondo per vivere la presenza dentro di noi.

Sarebbe un grande atto di deresponsabilizzazione, eppure oggi la chiamata di compiere quell’atto è forte. È forte quando la vita diventa una menzogna, quando il mondo non sopporta la verità.

Io non dico di arrivare davvero alla “deresponsabilizzazione” ma bisogna invitarci ad avere il coraggio di dire di “no” al mondo. Ricercare quell’albero è ricercare la capacità di compiere un atto di grandezza. Una capacità che oggi è coperta dal mondo.

Spesso parlo del tentativo costante di difendere la purezza, lottare affinché essa trionfi in noi sempre.

Ne parlo perché davvero tutti gli atti belli della vita nascono dalla Purezza.

È per questo che le forze che governano il mondo umano tentano soprattutto di eliminarla, coprirla e infangarla.

Quando mi accorgo che succede anche a me e che più volte il sole se ne va; mi rendo conto che è sempre di più un’emergenza entrare all’interno di quell’albero e incontrare la Purezza che genera solo atti di Bellezza.

Ecco che penso che il mondo oggi sia persino più grigio ma la vita vera è straordinaria. Il nostro mondo non è la vita. La vita è tutto ciò che il mondo non è e la vita si trova dentro quell’albero, ovvero dentro di noi.

Sophia Molitor

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